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Sindacati da Conte, confronto sulla manovra prima del Senato

ROMA. — La manovra è stata ‘bollinata’ e a breve verrà inviata in Parlamento. Mentre il testo arriverà al Senato (l’anno scorso era partito dalla Camera), i sindacati avranno un incontro lunedì col premier Giuseppe Conte a Palazzo Chigi proprio per un confronto sulla legge di Bilancio.

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Il Presidente del Consiglio ha accolto la richiesta dei sindacati e convocato per le 19 i tre segretari generali di Cgil, Cisl e Uil, Maurizio Landini, Annamaria Furlan e Carmelo Barbagallo. Al tavolo parteciperanno anche il ministro dell’Economia e delle Finanze Roberto Gualtieri, e la ministra del Lavoro, Nunzia Catalfo.

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Tra i temi al centro del confronto spiccano quelli legati al fisco e la lotta all’evasione, la riforma previdenziale e la rivalutazione delle pensioni ma anche i grandi interrogativi sulle vertenze e crisi aziendali dove “non si riesce a vedere la luce in fondo al tunnel”, affermano i sindacati. Quindi le politiche industriali, gli investimenti, lo sblocco delle grandi opere e il rilancio del Mezzogiorno

Su tutto questo i sindacati vogliono vedere che risposte darà Conte, qualche giorno fa la leader della Cisl Furlan ha messo in chiaro che “siamo pronti a mobilitarci per sostenere la nostra piattaforma e le nostre rivendicazioni e siamo pronti a fare accordi se troveremo risposte coerenti, lealtà e correttezza”

Per quanto riguarda le misure inserite nella manovra, i sindacati non sono convinti dalla Plastic Tax, che sta generando diverse polemiche per i nuovi costi che le aziende potrebbero scaricare sulle famiglie. Si ipotizzano rincari superiori ai 100 euro per nucleo familiare. Ma forti dubbi vendono espressi dai sindacati di categoria sulla tassa per le flotte aziendali: colpirà la produzione nazionale — spiega Rocco Palombella segretario della Uilm — perché ancora non si è specializzata in ibride ed elettriche

Landini, Furlan e Barbagallo chiederanno poi delle delucidazioni sulla rivalutazione dal 97% al 100% delle pensioni fino a 4 volte (fino a 2.029 euro al mese) il minimo, definita “un’elemosina” dai sindacati dei pensionati che hanno valutato l’aumento in poco più di 3 euro l’anno a fronte di un’inflazione allo 0,3%. L’aumento riguarda circa 2,8 milioni di pensionati

Delucidazioni che gli stessi sindacati di categoria chiederanno in un primo giro di tavolo alla ministra Catalfo nel loro incontro delle 11 del mattino al Ministero del Lavoro, sostenendo che bisognerebbe dare la rivalutazione piena almeno fino alle pensioni tra le sei e le sette volte il minimo (3.044 euro al mese quelle fino a sei volte il minimo)

(di Alfonso Abagnale/ANSA)